Cambiare o Evolvere: verso una nuova psicologia evolutiva

Quando si parla di psicologia evolutiva, generalmente si pensa allo studio dei processi psicologici del bambino o al massimo dei ragazzi, difficilmente ci viene in mente un adulto o ancor meno una persona anziana. Per quanto ragionevole lo ritengo non più sufficiente, vi sono i presupposti per un cambiamento di paradigma, dove lo sviluppo diventa caratteristica dell’intera esistenza umana, in un percorso continuo di crescita e implementazione delle proprie competenze. Come la medicina ha individuato anche negli anziani i cosiddetti neuroni specchio (neuroni capaci di apprendere azioni complesse per osservazione, presenti in numero elevato nei bambini), così, credo che anche la psicologia, possa osservare e quindi promuovere i processi evolutivi nell’adulto e nell’anziano. Non ho la presunzione di pensare che questo approccio sia nuovo, piuttosto voglio proporlo come un modello teorico autonomo su cui fondare una psicoterapia dell’evoluzione e non più del solo “cambiamento”, termine, quest’ultimo, che sottendente sempre a qualcosa di sbagliato che necessita di essere cambiato. Possiamo pensare, così, ad una psicologia evolutiva in tutte le fasi della vita umana.

Gli aspetti disfunzionali del comportamento rappresentano blocchi evolutivi, la persona utilizza metodi legati alle fasi precedenti della propria vita, per affrontare problemi della vita attuale. Questo non è efficace. È come se, oggi, volessimo risolvere una equazione matematica usando le competenze cognitive che avevamo a 2 anni. Spesso, la soluzione ai questi blocchi è data dallo sviluppo ed uso delle competenze proprie della fase evolutiva attuale.

Si, se state pensando che ipotizzo una fondamentale bontà nel potenziale dell’essere umano, avete ragione. Credo fermamente che quando la persona decida in piena consapevolezza e libertà sceglie sempre per il bene proprio, degli altri e dell’ambiente in cui vive. Tuttavia, affinché questo avvenga ritengo necessario attivare e mantenere il continuo sviluppo di sé, attraverso la conoscenza che si realizza in contesti relazionali.

Per rendere in maniera efficace quanto sto dicendo, vi racconto una situazione reale: una persona con cui lavoro di 73 anni, già professore universitario, realizzato professionalmente, con una buona pensione, una sua famiglia ecc. decide di iniziare un nuovo corso di lingua: il cinese! Perché lo fa? Una possibile lettura è che la sua mente stia cambiando e ha bisogno di nuovi nutrimenti per evolvere. Lui ha la consapevolezza che la sua mente debba essere nutrita e la libertà di decidere con cosa farlo. In questo caso, tutto ciò non accade in un ragazzo, né in un adulto ma in una persona che si trova nella fase della vita da molti considerata, erroneamente, una fase finale.

Il dramma, in realtà, è che si smette di evolvere non quando la nostra carta d’identità ci dice che abbiamo una certa età, piuttosto quando smettiamo di nutrire la nostra mente o come spesso accade quando il nutrimento è incompleto o contaminato.

Due concetti fondamentali che sottendono la continua evoluzione di sé: nutrire la nostra mente ed essere liberi e consapevoli di cosa nutrirla. Il paragone con la nutrizione del nostro corpo ci può aiutare a renderci consapevoli dell’importanza di questi aspetti: se non mangiamo pian pian moriamo, se mangiamo prodotti contaminati, sopravviviamo, forse, ma sicuramente non in salute, non realizziamo ciò che siamo in potenza.

Il nutrimento della psiche più ricco è la conoscenza innestata in un contesto relazionale. La mia personale esperienza mi ha mostrato come la conoscenza sia l’elemento che più ci rende liberi e potenti. Vi invito ad immaginarvi come degli eterni studenti, leggete, guardate, ascoltate, usate tutti i vostri sensi per conoscere nel modo più completo possibile il mondo in cui siamo inseriti.

Vi voglio salutare con un banale ma concreto suggerimento che vi può rendere più forti nella vostra capacità di conoscere. Ogni qualvolta qualcuno con voi usa frasi del tipo “E ‘giusto che …” ,“Si deve…” ,“Naturalmente …”, “Ovviamente…” e tutte le espressioni simili, ponetevi mentalmente una domanda: “E’ giusto per chi?”, “Si deve per chi?”, “Naturalmente per chi?, “Ovviamente per chi? Nel rispondervi, vi accorgerete subito che dietro queste espressioni vi sono spesso regole scelte da altri, che non per forza sono sbagliate o non vanno seguite, ma avete il diritto, e io direi il dovere, dettato dal rispetto della vostra esistenza, di chiedervi criticamente se sono valide anche per voi nel qui e ora. Ogni volta che qualcuno mi dice bravo, mi chiedo: sono stato bravo per lui, bene, ma anche per me?

Ora anch’io vado alla ricerca di cibo per la mia mente, nella speranza di avervi offerto un  piatto piccolo ma interessante per la vostra psiche.

Il Bisogno di Evolvere

Ogni giorno chiediamo a tutto quello che ci circonda di migliorarsi. Il nostro smartphone, nella migliore delle ipotesi, ha una aspettativa di vita di 3 anni, il software si aggiorna con cadenze da cronometrista. Ognuno di noi, nella propria casa, si adopera per renderla sempre più accogliente e funzionale. Tutte le aziende, o quasi, chiedono ai loro sistema di qualità di migliorarsi con un ciclo continuo e guai se non fosse così; oggi viaggiamo in aereo con una discreta sicurezza solo perché ogni giorno piloti, ingegneri continuano a migliore in un ciclo continuo garantendo sempre una maggiore sicurezza. Ogni cosa, processo che ci circonda muta continuamente con una tendenza a migliorarsi, se ci riesca sempre o meno, evolve continuamente. Nonostante questo, a noi persone, non sempre ci viene chiesto lo stesso, ciò che più mi colpisce è che non sempre c’è lo chiediamo noi… Ogni giorno possiamo porci lo stesso obiettivo, entrare nel bellissimo circolo dell’Evoluzione. Possiamo uscire dall’immobilismo, se lo desideriamo, focalizzando le nostre azioni su obiettivi importanti. Tre domande mi posso porre ogni mattino: dove sarò tra 30 giorni, 3 mesi 1 anno se le cose continuano allo stesso modo? Dove voglio essere tra 30 giorni, 3 mesi 1 anno?Cosa posso fare per realizzare gli obiettivi importanti per me ? Scriveteli e almeno 1 volta a settimana leggete cosa avevate scritto confrontandovi su dove vi trovate. Il nostro passaggio in questa vita ha un inizio ed una fine non sprechiamolo. Che succede se quando compio 100 anni, nell’ultima fase di questa vita, mi accorgessi di aver sprecato il tempo?