I ladri del Tempo

Il tempo è una delle dimensioni più preziose della nostra vita, se non altro, perché ne misura la durata che, ahimè, è naturalmente limitata.

Immaginate che vi sia arrivata una bolletta elettrica dal costo eccessivo. Cosa fate? Probabilmente andate a vedere il consumo dei singoli utilizzatori: frigo, lavatrice, ecc. A nessuno piace sprecare il proprio denaro, non per i colori delle banconote, almeno spero, ma perché è una risorsa limitata e guadagnarlo costa fatica. Mi chiedo, perché ci dovrebbe andar bene sprecare il nostro tempo, che oltre a essere una risorsa limitata non può essere aumentato a nostro piacimento? Perché la nostra consapevolezza spesso è confusa dal vivere frenetico o peggio, da uno stile di vita indotto piuttosto che scelto. Possiamo avere un approccio diverso con il nostro tempo? Si, aumentandone la consapevolezza.

Prendete un foglio (anche digitale) e dividetelo verticalmente a metà. Pensate a una vostra giornata tipo e scrivete sulla metà di sinistra del foglio come spendete il vostro tempo. Più riuscite a dettagliare, maggiore sarà l’efficacia. Ad es. dormire (7 ore), lavorare (8 ore), viaggiare per andare al lavoro, a fare la spesa ecc. (1 ora), allenarsi in palestra (1 ora), fare i compiti con i figli (1 ora), colazione, pranzo e cena (1 ora), guardare la TV (2 ore, qui conviene scriver cosa guardo), fino a completare le 24 ore della vostra giornata. A questo punto, potete rispondere a queste domande: tutto quello che ho fatto era necessario o desiderato? Soprattutto, quali sono le cose non necessarie o tanto meno desiderate, ad esempio fatte per abitudine? Quindi, chi è il vostro ladro del tempo? Volete veramente fare questo uso del tempo? 

Se la risposta a quest’ultima domanda è No, sull’altra metà del foglio scrivete le cose belle che volete fare per voi e che, probabilmente, fino a oggi, vi siete detti: “mi piacerebbe ma non ho tempo”. Se avete difficoltà a individuarle vuol dire che per prima cosa vi può essere utile dedicare del tempo ad ascoltare, riscoprire quelli che sono i vostri desideri/progetti importanti, magari ripercorrendo la propria vita a ritroso. Bene di cosa vi siate ricordati? Avete individuato progetti interessati per voi, che fino a oggi avete considerato non realizzabili per via della mancanza di tempo?

Se la risposta a quest’ultima domanda è Si, siete pronti per la “riprogrammazione” del vostro tempo, in funzione dei vostri Obiettivi importanti. Quindi, sul retro del foglio, riscrivete la vostra giornata, sostituendo il cosiddetto “ladro del tempo” (vedi colonna di sinistra, evidentemente non posso togliere quelle necessarie come lavoro, alimentazione ecc.) con le vostre attività preferite (attività descritta nella colonna di destra). Non vi faccio esempi di cosa togliere o inserire perché sono aspetti molto personali che non ritengo debbano essere in nessun modo suggeriti, tuttavia mi preme ricordarvi che vi sono attività con contenuti che spengono la nostra libertà e i nostri desideri (vedi alcuni talk show), che richiedono la nostra attenzione.

Non dimenticate questo semplice algoritmo: Tempo totale della vita dalla nascita (mediamente 700.800 ore) – Tempo della vita necessaria, dormire, lavorare, mangiare ecc. (584.000 ore) = Tempo della Vita Libera per me (116.800 ore). Cosa ne voglio fare? Soprattutto quante cose posso fare? Chi vuoi che decida cosa farne? Le ore del tempo della “vita libera” sono tante, non tantissime, Sii libero è usale per le cose in cui credi.

La vita di difficile definizione per la sua ricchezza, può essere ben rappresentata dalla dimensione del Tempo, perderlo è sprecare la nostra vita. Non posso rallentare il tempo, ma posso usarlo al meglio per le cose che amo.

Sicuro di non avervi rubato del tempo, vi saluto con un augurio di buon divertimento nel nuovo “Tempo” per voi.

I bisogni indotti

Ti serve veramente un SUV (Sport Utility Vehicle)? Ancor meglio ti piace veramente il SUV? Le industrie seguono sempre un nostro bisogno o, a volte, ci convincono che abbiamo un “bisogno”, per poi venderci il loro prodotto? Parto da questo esempio piuttosto evidente, anche poco politicamente scorretto, scusandomi fin d’ora se qualcuno si dovesse sentire offeso, cercando di non criticare le persone ma solo i comportamenti, inclusi i miei.

Torniamo a noi. Una formica porta 7 volte il proprio peso, noi, esseri intelligenti, per sposare il nostro peso, mediamente 70 kg, usiamo 20 quintali di acciaio bruciando combustibile non per spostare il nostro peso ma per muovere un mezzo abnorme, chi è l’essere intelligente? Qualcosa non torna…

Siamo veramente liberi di scegliere? Non sempre, a volte i nostri bisogni purtroppo sono bisogni indotti da altri soggetti. Ci alziamo la mattina e corriamo verso il lavoro, magari con il nostro SUV, arrivati al lavoro corriamo verso l’ora di finire, torniamo a casa correndo per… pagare le rate del SUV! Si, forse è una forzatura ma “fermiamoci a pensare”. In realtà, la questione può essere estesa a tanti oggetti, smartphone, computer, TV mobili. Tornare ad ascoltarsi e riscoprire cosa desideriamo per noi non è semplice, a volte serve l’aiuto di un esperto, a volte, basta solo andare più piano avendo il tempo di assaporare il gusto delle cose che facciamo, delle persone che incontriamo, delle emozioni che sentiamo. Vi regalo un metodo per distinguere la qualità di una “emozione” di gioia: tutto ciò che è realmente un nostro bisogno, quando soddisfatto, ci rende gioiosi (la sensazione della gioia è quella sensazione che tutto vada bene così com’è, al punto che non c’è nulla da cambiare e sopratutto perdura nel tempo), tutto quello che è un bisogno indotto ci rende euforici, appare bello anche meraviglioso ma finisce in un istante lasciando solo macerie.

Torniamo al nostro SUV: desidero indebitarmi per acquistare un SUV e correre per pagarlo? Oppure comprare un’auto che piace a me, che rispecchia il mio modo di essere, che fornisce la mia vera immagine agli altri, che vuole piacere ad alcuni e non a tutto il mondo?

Una azienda sana intercetta un bisogno di tanti e produce il prodotto capace di soddisfarlo, le aziende malate prima inducono un bisogno, usano un vecchio prodotto che lo soddisfa, poi lo propongono come “ciò che avete sempre sognato”. Io non sono più giovanissimo, quando ero piccolo i SUV si chiamavano furgoni: chi vuole veramente un furgone? Non è una critica incondizionata al SUV (a qualcuno serve veramente) ne tanto meno a chi ne ha uno, ma ben rappresenta una metafora capace d’invitarvi a pensare, sentire e comportarsi nella direzione di una continua evoluzione di Sé.

Io amo andare in montagna e per questo fin da piccolo ho amato i fuoristrada. Oggi il rischio è di dimenticare che il mio amore è per la montagna e non per il mezzo con cui ci arrivo. Non desidero comprare un fuoristrada da usare in città per il 90% del tempo, desidero andare, quando ho tempo, in montagna in luoghi difficili da raggiungere. Cosa fare? Ho comprato una e-bike e posso andare ovunque anche, dove non arriva un fuoristrada.

Se non perdi di vista l’oggetto della tua passione nessuno ti può impedire di viverla. Acquistiamo quello che desideriamo non quello che ci dicono che desideriamo.

Il Bisogno di Evolvere

Ogni giorno chiediamo a tutto quello che ci circonda di migliorarsi. Il nostro smartphone, nella migliore delle ipotesi, ha una aspettativa di vita di 3 anni, il software si aggiorna con cadenze da cronometrista. Ognuno di noi, nella propria casa, si adopera per renderla sempre più accogliente e funzionale. Tutte le aziende, o quasi, chiedono ai loro sistema di qualità di migliorarsi con un ciclo continuo e guai se non fosse così; oggi viaggiamo in aereo con una discreta sicurezza solo perché ogni giorno piloti, ingegneri continuano a migliore in un ciclo continuo garantendo sempre una maggiore sicurezza. Ogni cosa, processo che ci circonda muta continuamente con una tendenza a migliorarsi, se ci riesca sempre o meno, evolve continuamente. Nonostante questo, a noi persone, non sempre ci viene chiesto lo stesso, ciò che più mi colpisce è che non sempre c’è lo chiediamo noi… Ogni giorno possiamo porci lo stesso obiettivo, entrare nel bellissimo circolo dell’Evoluzione. Possiamo uscire dall’immobilismo, se lo desideriamo, focalizzando le nostre azioni su obiettivi importanti. Tre domande mi posso porre ogni mattino: dove sarò tra 30 giorni, 3 mesi 1 anno se le cose continuano allo stesso modo? Dove voglio essere tra 30 giorni, 3 mesi 1 anno?Cosa posso fare per realizzare gli obiettivi importanti per me ? Scriveteli e almeno 1 volta a settimana leggete cosa avevate scritto confrontandovi su dove vi trovate. Il nostro passaggio in questa vita ha un inizio ed una fine non sprechiamolo. Che succede se quando compio 100 anni, nell’ultima fase di questa vita, mi accorgessi di aver sprecato il tempo?

La persona come scienziato della sua Psiche

Ognuno di noi può immaginarsi come uno scienziato che fa ricerca sui propri processi psicologici. Un piccolo professore che osserva, scopre e cambia i suoi processi. Proprio come un ricercatore studia l’oggetto della sua materia, così ognuno di noi può studiare i propri processi psicologici e come questi lo limitino o possano liberarlo. Affinché questo si realizzi necessita di due supporti fondamentali: gli strumenti e il laboratorio. Gli strumenti nel nostro caso sono un modello teorico con cui poter osservare, comprendere e interpretare i propri processi. Il laboratorio è il contesto interpersonale che si crea nella “Relazione Terapeutica”. Uno dei modelli (Strumenti) che ritengo più utile a questo scopo è l’analisi transazionale di Eric Berne, un libro che vi consiglio è L’Analisi Transazionale: guida alla psicologia dei rapporti umani. Il laboratorio è la relazione con il proprio terapeuta caratterizzata da Franchezza, Rispetto, Genuinità, immediatezza ed empatia. Nessun scienziato potrebbe fare della buona ricerca senza strumenti e spazi adatti, se decidete di fare una psicoterapia dedicate del tempo alla scelta del professionista. Buona “Ricerca” a tutti.