I bisogni indotti

Ti serve veramente un SUV (Sport Utility Vehicle)? Ancor meglio ti piace veramente il SUV? Le industrie seguono sempre un nostro bisogno o, a volte, ci convincono che abbiamo un “bisogno”, per poi venderci il loro prodotto? Parto da questo esempio piuttosto evidente, anche poco politicamente scorretto, scusandomi fin d’ora se qualcuno si dovesse sentire offeso, cercando di non criticare le persone ma solo i comportamenti, inclusi i miei.

Torniamo a noi. Una formica porta 7 volte il proprio peso, noi, esseri intelligenti, per sposare il nostro peso, mediamente 70 kg, usiamo 20 quintali di acciaio bruciando combustibile non per spostare il nostro peso ma per muovere un mezzo abnorme, chi è l’essere intelligente? Qualcosa non torna…

Siamo veramente liberi di scegliere? Non sempre, a volte i nostri bisogni purtroppo sono bisogni indotti da altri soggetti. Ci alziamo la mattina e corriamo verso il lavoro, magari con il nostro SUV, arrivati al lavoro corriamo verso l’ora di finire, torniamo a casa correndo per… pagare le rate del SUV! Si, forse è una forzatura ma “fermiamoci a pensare”. In realtà, la questione può essere estesa a tanti oggetti, smartphone, computer, TV mobili. Tornare ad ascoltarsi e riscoprire cosa desideriamo per noi non è semplice, a volte serve l’aiuto di un esperto, a volte, basta solo andare più piano avendo il tempo di assaporare il gusto delle cose che facciamo, delle persone che incontriamo, delle emozioni che sentiamo. Vi regalo un metodo per distinguere la qualità di una “emozione” di gioia: tutto ciò che è realmente un nostro bisogno, quando soddisfatto, ci rende gioiosi (la sensazione della gioia è quella sensazione che tutto vada bene così com’è, al punto che non c’è nulla da cambiare e sopratutto perdura nel tempo), tutto quello che è un bisogno indotto ci rende euforici, appare bello anche meraviglioso ma finisce in un istante lasciando solo macerie.

Torniamo al nostro SUV: desidero indebitarmi per acquistare un SUV e correre per pagarlo? Oppure comprare un’auto che piace a me, che rispecchia il mio modo di essere, che fornisce la mia vera immagine agli altri, che vuole piacere ad alcuni e non a tutto il mondo?

Una azienda sana intercetta un bisogno di tanti e produce il prodotto capace di soddisfarlo, le aziende malate prima inducono un bisogno, usano un vecchio prodotto che lo soddisfa, poi lo propongono come “ciò che avete sempre sognato”. Io non sono più giovanissimo, quando ero piccolo i SUV si chiamavano furgoni: chi vuole veramente un furgone? Non è una critica incondizionata al SUV (a qualcuno serve veramente) ne tanto meno a chi ne ha uno, ma ben rappresenta una metafora capace d’invitarvi a pensare, sentire e comportarsi nella direzione di una continua evoluzione di Sé.

Io amo andare in montagna e per questo fin da piccolo ho amato i fuoristrada. Oggi il rischio è di dimenticare che il mio amore è per la montagna e non per il mezzo con cui ci arrivo. Non desidero comprare un fuoristrada da usare in città per il 90% del tempo, desidero andare, quando ho tempo, in montagna in luoghi difficili da raggiungere. Cosa fare? Ho comprato una e-bike e posso andare ovunque anche, dove non arriva un fuoristrada.

Se non perdi di vista l’oggetto della tua passione nessuno ti può impedire di viverla. Acquistiamo quello che desideriamo non quello che ci dicono che desideriamo.